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Catalogo della rete ReaNet - Biblioteche lungo l'Elsa e l'Arno

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I più letti

  1. 1

    Le assaggiatrici Rosella Postorino

  2. 2

    L'amica geniale Elena Ferrante

  3. 3

    Storia della bambina perduta Elena Ferrante

  4. 4

    Venuto al mondo Margaret Mazzantini

  5. 5

    Continua a camminare Gabriele Clima

  6. 6

    Storia del nuovo cognome Elena Ferrante

  7. 7

    Cosa saremo poi Luisa Mattia, Luigi Ballerini

  8. 8

    La stanza del lupo Gabriele Clima

  9. 9

    Il purgatorio dell'angelo Maurizio de Giovanni

  10. 10

    Storia di chi fugge e di chi resta Elena Ferrante

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I più richiesti

  1. 1

    L'amica geniale Elena Ferrante

  2. 2

    Suite 405 Sveva Casati Modignani

  3. 3

    Storia del nuovo cognome Elena Ferrante

  4. 4

    La misura dell'uomo Marco Malvaldi

  5. 5

    Vuoto Maurizio de Giovanni

  6. 6

    Fate il vostro gioco Antonio Manzini

  7. 7

    Rien ne va plus Antonio Manzini

  8. 8

    La ragazza che hai sposato Alafair Burke

  9. 9

    So che un giorno tornerai Luca Bianchini

  10. 10

    Il gioco del suggeritore di Donato Carrisi

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Rien ne va plus - Antonio Manzini

Abbiamo lasciato Rocco Schiavone alle prese con un delitto irrisolto, o almeno parzialmente risolto, ovvero quello di Romano Favre, sessantacinquenne ragioniere in pensione e ex ispettore di gioco presso il casinò Saint-Vincent, ritrovato in “Fate il vostro gioco” privo di vita all’interno della sua abitazione a seguito di due coltellate letali (una prima al fegato e una seconda alla giugulare) e con in mano una fiche di un altro casinò. Il Vicequestore e la sua squadra, odorato che qualcosa nella ricostruzione dei fatti non tornava, si erano messi subito al lavoro riuscendo a scoprire una pista di denaro riciclato nonché individuando l’assassino. Eppure, nonostante questo buon risultato il caso non poteva (e non può) definirsi concluso e archiviato. Troppe ancora erano – e sono – le questioni irrisolte a cui gli agenti dovevano dare una risposta e individuare un colpevole. È da questi brevi assunti che ha inizio “Rien ne va plus” nuovo episodio di uno dei funzionari di polizia più eclettici e amati dal grande pubblico negli ultimi anni che si troverà a dover non solo risolvere l’indagine inconclusa ma anche ad indagare sulla misteriosa scomparsa di un furgone portavalori con un carico di due milioni e ottocentomila euro circa, “rubato”, probabilmente, da una delle due guardie giurate a bordo. Che le due indagini siano in realtà collegate? Rocco, quella puzza, la sente e pure forte. Ed ancora, chi è il mandante dell’omicidio del ragioniere Favre? Quale ruolo ha la sua morte in quello che è un disegno chiaramente più grande? Al contempo, il romano esiliato ad Aosta dovrà stare all’erta anche su quel che accade a Roma perché pare che Baiocchi abbia “cantato sul fratello indicando perfino alla polizia il luogo dove sta il cadavere”.
Tanti tasselli di un puzzle che Antonio Manzini compone e scompone con grande maestria e perfetta linearità. Una trama solida, quella presentata, dal buon intreccio narrativo, dall’ottima caratterizzazione dei personaggi, dalle molteplici tematiche trattate che coinvolgono tanto i colletti bianchi quanto truffe, omicidi, complotti in una serie di situazioni in cui niente è quel che appare, a cui si somma l’ormai abituale stile narrativo dello scrittore che è solito alternare la risoluzione di più delitti e vicissitudini atte a interrompere la narrazione al contempo a completarla.
In conclusione, un giallo perfettamente riuscito, che non delude le aspettative, che fa sentire il lettore “a casa”, che chiude le vicende del precedente volume lasciando ben sperare per la pubblicazione di un nuovo capitolo della serie e che, ancora, conferma le capacità dell'autore.

Ribelli in fuga - Tommaso Percivale

Questo libro parla della vita di giovani scout al tempo del Fascismo. Con una serie di leggi varate da Mussolini i ragazzi dovranno abbandonare la loro vita scout e diventare balilla. Non tutti però prenderanno la tessera del Partito Fascista; anche se sanno benissimo che questo comporterà dei problemi. Così un giorno Ines, Gianni e Andrea (che non si erano iscritti) decidono di andare a vivere su una vecchia casa di montagna. Ines veniva da una famiglia di contadini, che l'avevano obbligata a iscriversi a gli eventi fascisti, anche se non partecipò mai ai sabati fascista. Nel momento in cui decide di abbandonare la sua casa non vuole avvertire la famiglia perciò lascia loro una lettera dove spiega le sue motivazioni; ma viene scoperta da sua sorella minore Etta mentre stava preparando le cose da portare via così non avendo altra scelta porterà anche lei nel rifugio segreto. Nel Bric Polenta (nome del rifugio segreto ) tutto procedeva per il meglio; almeno fin quando la piccola Etta si ammala ed è costretta a ritornare dai suoi genitori

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