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La colonna di fuoco
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Follett, Ken - Follett, Ken

La colonna di fuoco

Milano : Mondadori, 2017

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Maria Darida
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«Era sempre stata lì, ogni giorno della sua vita: solo il cielo sopra di essa cambiava con le stagioni. Gli diede una vaga ma potente sensazione di conforto. Le persone nascevano e morivano, le città prosperavano e tramontavano, le guerre cominciavano e finivano, ma la cattedrale di Kingsbridge sarebbe rimasta fino il giorno del giudizio»

Con “La colonna di fuoco”, classe 2017, giunge a termine la trilogia iniziata nel 1989 con “I Pilastri della Terra”, proseguita con il “Mondo senza fine” edito nel 2007 ed avente ad oggetto le vicende storiche tra il XII al XVI secolo.
Gli avvenimenti si aprono nel Gennaio del 1558 a Kingsbridge, città immaginaria inglese teatro delle avventure sin dal primo romanzo, con il ritorno a casa del diciottenne Ned Willard, dopo un anno di assenza e di permanenza in quel di Calais. La situazione sin da subito appare ben diversa da come l’aveva lasciata: se da un lato, problematiche di espansione e mantenimento territoriale si affacciano nella realtà del popolo britannico, dall’altro, il cuore del giovane è messo a dura prova vedendosi sottrarre, Margery, la donna che ama, a causa di un matrimonio combinato atto a garantire alla famiglia Fitzgerald, aristocratica, il titolo nobiliare. Mentre Ned è, infatti, un protestante e un commerciante, Bart Shiring, visconte di Shiring, cattolico, è considerato il pretendente perfetto per raggiungere l’obiettivo della famiglia. Della volontà della quindicenne, dei suoi sentimenti, non può tenersi conto, lo scopo finale ha priorità assoluta. E proprio per questo, non esistono scrupoli, tanto che i genitori decidono di far leva sulla profonda fede e devozione in Dio della futura moglie, pur di, strapparle la promessa di acconsentire all’unione.
Costretto a lasciare nuovamente Kingsbridge, ed ingaggiato da Sir William Cecil, il consigliere di Elisabetta Tudor che dopo la sua incoronazione vedrà tutta l’Europa rivolgerglisi contro e che affiderà a quest’ultimo il compito di creare una rete di spionaggio incaricata di proteggerla dai numerosi attacchi nemici, il protagonista si ritroverà ad essere uno degli uomini a far parte dei primi servizi segreti britannici esistenti. Il suo amore per la giovane Margery sembra ormai condannato, e per quasi mezzo secolo, questa condizione parrà essere procrastinata. Ma sarà davvero così?
Nel contempo, mentre la lotta tra cattolici e protestanti ha raggiunto livelli particolarmente infuocati, la Francia ha dichiarato guerra alla Spagna per il controllo del regno di Napoli e altri stati della penisola italiana, e l’Inghilterra si è schierata con la Spagna. La Francia, di fatto, riesce a riprendersi Calais ma non anche gli stati italiani tanto agognati.
In questo contesto si inserisce Pierre Aumande, figlio illegittimo di una mungitrice di Thonnance-les-Joinville residente a Parigi, che vivendo di espedienti, una volta al cospetto della famiglia Guisa non esita ad accettare l’incarico di ricerca dei protestanti. L’investigazione su questi ultimi, sui luoghi da loro frequentati ed in cui si riuniscono per celebrare i “riti blasfemi” nonché sui loro modi di diffusione del credo, porteranno all’introduzione della figura di Sylvie Palot, figlia di Giles e Isabelle Paolt, la cui casa è sita all’ombra della grande cattedrale di Notre-Dame, abitazione al cui pian terreno si colloca il negozio di famiglia, esercizio destinato alla vendita e produzione di libri. Altra unione politica fondamentale, sarà quella tra Francesco, quattordicenne figlio maggiore di Enrico II e della regina Caterina ed erede al trono di Francia, e Maria Stuarda, una rossa di straordinaria bellezza di appena quindici anni, regina di Scozia.
Sul versante di Siviglia, Barney Willard dovrà in primo luogo affrontare problemi legati alle persecuzioni religiose, assisteremo infatti a proclamazioni di ereticità avverso tutte le confessioni diverse dalla cattolica, ed in particolare, avverso la protestante e la musulmana. Ebrima, mandingo di origine, servo all’inizio del racconto, riuscirà a diventare un uomo libero, e dunque a realizzare il suo sogno.
E’ in questo scenario che si insinuano, ancora, le famiglie Wolman e Willemsen, atte a rappresentare i Paesi Bassi; è in questo scenario che gli estremisti clericali seminano volenza, sfruttando i diversi culti a proprio interesse e valenza, poiché fine essenziale è quello di imporre a prescindere da tutto, il potere e la supremazia, poiché fine essenziale è vincere sulla tolleranza e sul compromesso, nonché, piegarne i sostenitori.
Attraverso un linguaggio fluente, avvalorato altresì da una serie di personaggi ben costruiti che sanno amalgamarsi perfettamente ai protagonisti che hanno fatto la storia (a titolo esemplificativo possono annoverarsi tra i presenti: Maria Tudor, Elisabetta Tudor, Sir William Cecil, Sir William Allen, Sir Francis Walsingham, Enrico II, Caterina De Medici, Maria Stuarda, Giacomo Stuart, Giacomo VI di Scozia e re Giacommo I D’Inghilterra, e molti altri ancora), Ken Follett dà vita ad un romanzo storico di grande spessore, un elaborato completo sotto tutti i punti di vista, uno scritto che è capace di conquistare il cuore di lettori eterogenei, anche di quelli che non sono tra gli amanti del genere.
E vi riesce grazie ad un’impostazione chiara ed esaustiva, un’impostazione che tramite il mutamento di prospettiva (si passa dalla Gran Bretagna, alla Francia, passando per la Spagna e per i Paesi Bassi) nulla risparmia e nulla lascia al caso. Non solo. L’opera è completata da minuziose descrizioni (che consentono a chi legge di rivivere sulla pelle le avventure delineate) nonché da dialoghi ben calibrati e bilanciati tra loro, dialoghi che sono fondamentali per la delineazione degli eroi che colorano queste pagine. Il risultato finale è quello di trovarsi di fronte ad una perla di semplice e rara bellezza, una perla che seppur dipani le sue vicende in secoli turbolenti ma ad oggi lontani, in realtà si presenta e si palesa di grande attualità.
Questo, grazie anche – e non di meno – alle molteplici tematiche che vengono affrontate. L’inglese non si risparmia e con occhio acuto riesce a mixare problematiche quali il conflitto religioso, le guerre ivi relative, le ostilità radicabili nell’estremizzazione del concetto di razza, di sangue puro ed impuro, gli odi, le discriminazioni, le violenze del più forte sul più debole, la questione e posizione femminile, le lotte di potere e di avidità, ed anche quel desiderio sempre più pressante di libertà, una libertà sognata, irrealizzabile, e di poi conquistata, ma così difficile da mantenere…….. Perché, quando si può davvero affermare di essere liberi? Cos’è questo concetto così labile, inconcreto, intangibile eppure fondamentale per la vita di ognuno di noi? Quando possiamo veramente ritenerci privi di catene?
In conclusione, Ken Follett non delude e regala al grande pubblico la degna conclusione per una eccelsa trilogia. “La colonna di fuoco” si fa amare sin dalle prime battute e chiede a gran voce di essere letta perché sa che non scontenterà. Ed è proprio così. Non disillude, bensì, regala emozioni e riflessioni di non poco conto.

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