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Il commissario Bordelli
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Vichi, Marco <1957->

Il commissario Bordelli

Milano : Tea, 2004

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Maria Darida
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Primo capitolo delle avventure del fortunato commissario Franco Bordelli, “Il commissario Bordelli” è ambientato nella mia Firenze ma del 1963. È estate e il caldo non concede tregua alcuna. Una ricca signora è deceduta inspiegabilmente nel letto apparentemente colpita da un attacco di asma, il ritrovamento avviene grazie alla segnalazione della dama di compagnia Maria che dopo aver provato ripetutamente a chiamarla non ricevendo risposta, si allarma. I principali sospettati sono i nipoti, due uomini e le rispettive consorti che però, al momento della dipartita si trovano nella residenza versiliana per una serata mondana. Il loro alibi sembra essere inoppugnabile così come la morte per cause naturali dell’anziana. Peccato che dopo un breve esame del medico legale, appaia chiaro e inequivocabile che in realtà essa sia stata assassinata. Affiancato dal giovane neoarrivato Piras, Bordelli darà inizio alle indagini e condurrà per mano il lettore sino all’epilogo solleticandolo con le sue idee e molteplici curiosità.
Se non avete mai letto alcun romanzo con questo protagonista e di questo scrittore probabilmente vi chiederete dove si è nascosto il giallo. O meglio, vi renderete conto che seppur il giallo nelle sue pagine ci sia, di fatto, in questo scritto come in tutti gli altri, molto spazio viene lasciato all’atmosfera e ai personaggi, spesso, collaterali e/o da cornice. Il cinquantatreenne Bordelli, militante nel corpo speciale San Marco della Marina Militare durante la Seconda Guerra Mondiale e fumatore accanito in perenne tentativo di togliersi il vizio, accompagna con la sua voce, e la sua figura, chi legge mostrandogli i retaggi di una epoca che non esiste più ma che a tratti si respira ancora. Colpisce per il suo senso della giustizia, per il suo desiderio di amore con la donna giusta, per il suo non giudicare e non discriminare il prossimo a causa di un passato difficile e/o di un passato fatto di illeciti penali. Tra l’altro, non dobbiamo dimenticare, che il protagonista trae ispirazione da un vero commissario Bordelli, vicino di casa di Vichi, e da alcune delle sue avventure dell’età giovanile.
Piacevole, rapido e riflessivo. Non eccede mai nella velocità della narrazione che anzi assume toni cadenzati e rilassanti che fanno della lentezza la loro colonna portante. Un uomo di altri tempi che conquista e fa innamorare.

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