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Volevo solo averti accanto
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Balson, Ronald H.

Volevo solo averti accanto

Milano : Garzanti, 2014

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Maria Darida
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Ben Solomon, ottantatre anni, è disposto a tutto pur di ottenere giustizia. Nato e cresciuto a Zamosc, l’uomo porta con sé ricordi che sono ancora oggi, a distanza di oltre sessaant’anni, vividi e dolorosi. La ferita che sanguina non accenna a risarcire, non potrà mai guarire. Ecco perché ha deciso di acquistare il biglietto per l’opera, ecco perché non ha il minimo dubbio sulle imputazioni che rivolge a Elliot Rosenzweig: per quanto quest’ultimo si spacci per caritatevole ed abbia fortissime influenze su tutta Chicago, Ben è deciso a smascherarlo poiché dietro la facciata, la parvenza di bontà si nasconde niente meno che Otto Piatek, “il macellaio” nazista che ha contribuito allo sterminio degli ebrei durante la Seconda Guerra Mondiale. E c’è di più, Otto/Elliot, prima di macchiarsi indelebilmente di detti crimini, è stato cresciuto dai genitori di Solomon, ha mangiato alla loro tavola, ha condiviso momenti bui e non degli stessi, ha respirato la loro aria per poi voltare le spalle alla famiglia non appena ha iniziato a beneficiare dei lussi acquisiti con la forza dai tedeschi.
Ma come dimostrare la fondatezza di questa accusa? Tra tutti, l’unica speranza dell’anziano è l’avvocatessa Catherine Lockart, trentanovenne che dopo le remore iniziali farà l’impossibile per provare la reità di Rosenzweigt imparando altresì ad ascoltare, ad ascoltarsi. Perché per la donna l’incontro con quest’uomo non è solo un caso da risolvere, diventa una ricerca, un motivo per tornare a svolgere il suo lavoro non per le ore fatturate ma per il semplice dovere morale che è insito dietro la sua laurea. E vi riesce. Fondamentale è anche l’aiuto di Liam, investigatore privato da sempre di lei innamorato che avrà la funzione di sottoporre alla sua attenzione la missione dell’anziano nonché di ricercare tutte le prove fondamentali e necessarie per sbrigliare la matassa.
“Volevo solo averti accanto” è un romanzo che ci invita alla riflessione sotto molteplici aspetti. Ci insegna a diffidare dalle apparenze, a conoscere nel profondo, a sentire e a vedere non con gli occhi ma col cuore. E’ un elaborato che con una scrittura semplice e genuina rapisce lo scopritore per portarlo in una dimensione dove i valori della famiglia, dell’amore, dell’amicizia, della giustizia, della coerenza regnano sovrani. E’ un’opera che ci ricorda un dato di fatto della vita: tante persone si propongono quali presenti e disponibili, ma è soltanto nel momento del bisogno che avremo la consapevolezza di chi veramente sarà disposto a stare al nostro fianco per ragioni che esulano dalla convenienza.
Una storia senza pretese, forse, ma sicuramente capace di lasciare il segno. Un testo che sa farsi amare e che una volta concluso, vi mancherà.

«Ben respirò profondamente. Si guardò intorno, osservò le pareti decorate, i dipinti nelle cornici d’oro, gli ospiti ben vestiti che si gustavano le loro costate di manzo e i cabernet della California, il camino che emanava calore e confort. Quindi, con espressione triste, spiegò:”Tu ora sei seduta qui in questo tempio del lusso, sei un avvocato di successo, con una vita sicura sotto ogni aspetto, in un paese in cui una follia come quella nazista sembra inconcepibile. Oggi ripensiamo al flagello del Terzo Reich e scuotiamo la testa increduli. Come è potuta succedere una cosa simile? Perché gli ebrei furono così remissivi? E’ incomprensibile. Mio caro avvocato, non chiedermi con questa presunzione di spiegarti perché gli ebrei viennesi non lasciarono le loro case, la loro comunità, tutto ciò che conoscevano e amavano. Trovatela da sola una risposta razionale a un mondo che aveva perso il lume della ragione» p. 81

«Tutti noi rischiavamo di impazzire. Ma sai, è buffo: anche nel bel mezzo di un mondo che sta andando a pezzi si può sempre trovare una speranza a cui aggrapparsi, un futuro da sognare. Lo spirito umano ha una resistenza inesauribile. Io e Hannan passammo intere serate sul tetto a terrazza di casa nostra a guardare le stelle e a fare progetti per la nostra vita insieme. Il mondo intorno a noi stava sbriciolando, ma il futuro ci sembrava più bello che mai» p. 105

«Il male esiste, Catherine. Nelle tenebre del monte Moriah, dove non dimora la virtù, e nelle anime di coloro che se ne lasciano sedurre. E tutta l’umanità è responsabile quando si seguono, o si lasciano fare, i malvagi. Coloro che hanno perpetrato l’Olocausto, ma anche quelli che vi hanno assistito e ne hanno reso possibile la perpetrazione, quelli che ne hanno tratto profitto e quelli che hanno voltato la testa…Sono tutti responsabili. L’Olocausto […] non è accaduto per volontà di Dio, ma per volontà degli invasati dal demonio» p. 152

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