Venuto al mondo
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Libri Moderni

Mazzantini, Margaret

Venuto al mondo

  • Copie totali: 13
  • A prestito: 3
  • Prenotazioni: 0

Titolo e contributi: Venuto al mondo : romanzo / Margaret Mazzantini

Pubblicazione: Milano : Mondadori, 2008

Descrizione fisica: 531 p. : 23 cm

ISBN: 9788804573708

Data:2008

Lingua: Italiano (lingua del testo, colonna sonora, ecc.)

Paese: Italia

Nomi: (Autore)

Dati generali (100)
  • Tipo di data: monografia edita in un solo anno
  • Data di pubblicazione: 2008

Sono presenti 13 copie, di cui 3 in prestito.

Biblioteca Collocazione Inventario Stato Prestabilità Rientra
Certaldo 853.914 MAZ 10-49734 In prestito 29/10/2017
Castelfranco 853.91 MAZ 3 11-23775 Su scaffale Prestabile
Cerreto 853 MAZ 7-15106 In prestito 11/07/2011
Empoli 853.914 MAZ 4-138527 In prestito 04/07/2014
Fucecchio
  • Nota relativa all'esemplare: 9 rist., 2009
853.91 MAZ
9-38801 Su scaffale Prestabile
Castelfiorentino 853.9 MAZ 5-55457 Su scaffale Prestito locale
Santa Croce
  • Nota di possesso e di provenienza: Ls
853.914 MAZ
12-44999 Su scaffale Prestabile
Castelfranco 853.91 MAZ 10 11-23941 Su scaffale Prestabile
Empoli M 22748 4-139097 Su scaffale Prestabile
Castelfranco
  • Nota di possesso e di provenienza: Rist. 2009
DEP 4330
11-24853 Su scaffale Prestabile
Montespertoli
  • Nota di possesso e di provenienza: Leggere
853.9 MAZ ven
6-24059 Su scaffale Prestabile
Empoli 7.E.70 4-142224 Su scaffale Prestabile
Vinci G 853.914 MAZ ven 8-22624 Su scaffale Prestabile
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«”Non devi pensarci, devi venire”.
“Perché?”
“Perché la vita passa, e noi con lei. Ti ricordi?
[..] Di colpo mi chiedo come ho fatto a rinunciare a lui per tutto questo tempo. Perché nella vita capita di rinunciare alle persone migliori a favore di altre che non ci interessano, che non ci fanno del bene, semplicemente ci capitano tra i passi, ci corrompono con le loro menzogne, ci abituano a diventare conigli?» pp. 10-11

Gemma. Quando tutto ha avuto inizio, non era altro che una giovane donna, di circa ventinove anni. Oggi, invece, ne ha quasi cinquanta, è sposata con un ufficiale dei carabinieri, Giuliano, calmo e premuroso, un uomo che non si è tirato indietro dal tirare su quel figlio, Pietro, ora sedicenne, frutto di un passato che non può essere dimenticato. Una telefonata che arriva da Sarajevo. E’ Gojko, vecchio amico, poeta matto che simboleggia quei giorni indelebili nella memoria. E’ un richiamo a cui la protagonista non può sottrarsi. Perché quei dolori mai sopiti, quei dolori che non hanno mai smesso di battere sul cuore di Gemma chiedono di essere affrontati, e con loro vuol vedere la luce anche quella verità troppo a lungo celata. Ancora, ricordi di un eccidio senza morti, rendono impossibile provare emozioni. Di nessun genere.
E così Gemma e Pietro partono. La scusa ufficiale è quella di assistere ad una mostra fotografica in onore di Diego, grande amore, padre del ragazzo, e fotografo morto in terra straniera durante il suo lavoro, la realtà è permettere al giovane di fissare alcune immagini del padre, permettere alla madre di fare i conti con i propri fantasmi.
In un perfetto alternarsi di ieri ed oggi, Margaret Mazzantini affronta, con “Venuto al mondo” tematiche di grande impatto sociale nonché emotivo. In queste pagine, troverete, infatti, il dramma della maternità, un miracolo che può al tempo stesso rivelarsi dannazione ma anche il caos, la confusione in cui l’esistenza può cadere, per i fatti quotidiani che la compongono che per fattori esterni, quali la guerra, che con la loro disarmante criticità e infausticità, scompongono e distruggono le certezze.
Seppur il romanzo abbia un inizio lento, pedante e soprattutto nella prima parte farraginoso, e nonostante a tratti si perda nei sentimentalismi e moralismi, esso si dimostra portatore di grandi valori e contenuti pregnanti. Superate, invero, le prime trecento pagine, questo sopraggiunge con tutta la sua forza disarmante conquistando anche quel lettore che, inizialmente, non era riuscito a farsi rapire.
Buona anche la delineazione dei personaggi, tra tutti, Gojko, è il meglio riuscito. Senza difficoltà egli fa capolino nel cuore dell’avventuriero conoscitore riserbandosi un posto d’onore anche a conclusione della lettura.
Dal punto di vista stilistico, l’autrice si offre a chi legge attraverso un linguaggio troppo ricercato, un linguaggio fatto di epitaffi, parolacce e frasi brevi che, per quanto curate, finiscono con il far da ostacolo al proseguire dell’opera.
Nel complesso, il libro vale la pena di essere letto, ma ne consiglio la discoperta con la giusta propensione d’animo altrimenti potrebbe risultare faticoso e difficile da cogliere.

«..E la vita ride di noi
Come una vecchia puttana sdentata
Mentre ce la scopiamo a occhi chiusi
Sognando il culo di u giglio.. »
p. 198

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