La guardarobiera
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Libri Moderni

McGrath, Patrick <1950- >

La guardarobiera

  • Copie totali: 6
  • A prestito: 4
  • Prenotazioni: 0

Titolo e contributi: La guardarobiera / Patrick Mcgrath ; traduzione di Carlo Prosperi

Pubblicazione: Milano : La nave di Teseo, 2017

Descrizione fisica: 326 p. ; 22 cm

ISBN: 978-88-93442-76-3

Data:2017

Lingua: Italiano (lingua del testo, colonna sonora, ecc.)

Paese: Italia

Serie: Oceani ; 26
Nota:
  • Tit. originale

Nomi:

Classi: 823.914 (0)

Dati generali (100)
  • Tipo di data: monografia edita in un solo anno
  • Data di pubblicazione: 2017

Sono presenti 6 copie, di cui 4 in prestito.

Biblioteca Collocazione Inventario Stato Prestabilità Rientra
Montaione 823.914 MCG 13-23787 In prestito
Santa Croce 823.91 MCG 12-57542 In prestito 21/02/2018
Castelfiorentino 823.9 MCG 5-72298 In prestito 16/02/2018
Empoli N 823.914 MCG 4-181050 In prestito 01/02/2018
Coop Castelfiorentino 823.9 MCG 5-72785 Su scaffale Prestito locale
Gambassi 823.914 MCG 3-14307 Su scaffale Prestabile
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Londra, 1947. La guerra è ormai finita, eppure i lasciti di questa sono ancora vividi nella mente, negli odori, nelle abitudini, nelle esistenze degli abitanti. Non bastano i residui bellici a rattristare il cuore e le anime dei protagonisti, a questo dolore si aggiunge quello determinato dalla morte inattesa del noto Charlie Grice, personalità di spicco della scena teatrale, padre della talentuosa Vera e marito dell’inconsolabile Joan, guardarobiera al Beaumont Theatre di origine ebraica.
E’ disperata Joan, non può accettare che il suo Gricey sia morto, non è contemplabile. Loro sono stati inseparabili per 27 anni, sono stati una persona sola, una unica anima. Donna forte e dedita al lavoro, reagirà alla perdita prima assumendosi la colpa di quanto accaduto, successivamente maturerà l’idea che in realtà il compagno sia sopravvissuto, in parte, nel corpo di un altro uomo: Daniel Francis alias Frank Stone attore che sostituisce il defunto nel ruolo del Malvolio de “La dodicesima notte” di Shakespeare.
Da questo momento ha inizio un’assidua frequentazione tra la donna e Daniel-Charile, una frequentazione che ha radici nel passato, che è raffigurata nel presente che è prospettata nel futuro. Un sempre maggiore livello di confidenza ed intimità faranno vacillare ogni supposizione sino a che una spilla a cui si sommeranno altri scenari immaginari, non verrà rinvenuta. Grice/Frank finiranno l’uno con l’offuscare l’altro tanto che si perderà irrimediabilmente il confine tra finzione e realtà. La donna non avrà altra scelta che abbandonarsi all’alcool e alla follia. E Vera? Cosa ne sarà di lei?
La crudeltà della vita e il fantasma, l’ossessione e la rappresentazione scenica, il fallimento che sta sopraggiungendo e la dimensione psicologica. Cosa è vero e cosa è palcoscenico?
Nonostante Joan sia una prima attrice indiscussa, una donna che possiede profondità, introspezione e che è capace di trasmettere il dolore, il lutto, l’incredulità, la rabbia, la disperazione nonché l’ossessività e la indefinitezza che è propria di Patrick McGrath, “La Guardarobiera” è un elaborato ben diverso rispetto a quelli a cui lo scrittore ci ha abituato. Sin dalle prime pagine ci ritroviamo in un viaggio nella mente che è sempre sulla doppia linea della normalità/follia, sulla doppia linea della recita/realtà, in un percorso che è totalizzante ma anche affiancato da trama precisa e chiara. E’ proprio quest’ultimo l’elemento differenziante rispetto agli altri componimenti del narratore: il filo conduttore delle vicende è inequivocabile seppur egregiamente sviluppato e i personaggi nonostante la vedova, sono tutti meno totalizzanti tanto che si abbandonano ad una conduzione delle vicende più romanzata. Il tutto è avvalorato da uno stile narrativo fluente ma tuttavia a tratti eccessivamente descrittivo.
In conclusione, coinvolgente, cupo, magnetico.

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