Tre
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Libri Moderni

Perrin, Valérie

Tre

Titolo e contributi: Tre / Valėrie Perrin ; traduzione dal francese di Alberto Bracci Testasecca

Pubblicazione: Roma : E/O, 2021

Descrizione fisica: 621 p. ; 21 cm

ISBN: 978-88-3357-362-5

Data:2021

Lingua: Italiano (lingua del testo, colonna sonora, ecc.), Francese (lingua dell'opera originale)

Paese: Italia

Opera:

Nomi: (Traduttore) (Autore)

Classi: 843.92 NARRATIVA FRANCESE, 2000- (21)

Dati generali (100)
  • Tipo di data: monografia edita in un solo anno
  • Data di pubblicazione: 2021
Testi (105)
  • Genere: fiction

Sono presenti 10 copie, di cui 10 in prestito.

Biblioteca Collocazione Inventario Stato Prestabilità Rientra
Santa Croce 843.914 PER 12-60941 In prestito
Empoli N 843.914 PER 4-199830 In prestito 11/12/2021
MMAB Montelupo NARR PERR 2-36169 In prestito 06/12/2021
Vinci G 843.92 PER tre 8-30267 In prestito 18/12/2021
Castelfiorentino 843.92 PER 5-77805 In prestito 27/12/2021
Castelfranco 843.91 PER 11-35636 In prestito 29/11/2021
Gambassi 843.92 PER 3-15927 In prestito 16/12/2021
Montaione 843.92 PER 13-27364 In prestito 15/12/2021
Fucecchio 843.91 PER 9-54962 In prestito 15/12/2021
Cerreto 843.92 PER
(Ristampa: 1. 2021)
7-25730 In prestito 27/12/2021
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Tre amici, inseparabili durante gli anni della tarda infanzia e dell’adolescenza, progettano di andare a vivere a Parigi, dopo la maturità, per inseguire il loro sogno. Si perderanno, invece. Si ritroveranno solo trent’anni dopo, per scoprirsi cambiati, ammaccati dal tempo che è passato. Un libro sull’amicizia? Forse. Di certo il romanzo è un lungo viaggio - più di seicento pagine – attraverso l’infelicità umana. Leggiamo di malati di cancro che non vogliono curarsi perché stufi della vita; di madri e padri che abbandonano i figli lasciandoli crescere in famiglie sghembe; di adolescenti che si suicidano per amore; di aborti; di bambini imprigionati in un corpo che rifiutano e che, una volta diventati adulti, non hanno la forza di cambiare; di matrimoni falliti; di amori tossici; di incidenti stradali fatali; di maestri sadici che torturano gli allievi restando sostanzialmente impuniti e via dicendo. La prosa della Perrin è scarna, intrisa di realismo, raramente poetica, priva di lampi di speranza (a parte quella contenuta nelle ultime pagine in cui alcune cose, come per miracolo, o magari per la forza di una rinata amicizia, paiono aggiustarsi) e senza ironia. Verrebbe voglia di interrompere la lettura molto presto e sarebbe uno sbaglio perché, dopo quattrocento pagine, quando viene rivelato chi sia in realtà la misteriosa narratrice della storia, il testo diventa più coinvolgente. La sottotrama gialla, legata alla sparizione di Clotilde, trova la sua soluzione (prevedibile) proprio in quelle pagine. Due osservazioni, per concludere. La prima: se l’autrice avesse intitolato il romanzo “Quattro”, anziché “Tre”, avrebbe fatto una scelta più appropriata. Leggendo il libro, e non prima di pagina quattrocento, capirete perché. La seconda: il romanzo contiene in sé un altro romanzo, intitolato “Bianco di Spagna”, di cui si leggono degli estratti. Questo libro, scritto da Adrien, è forse più originale di quello che lo contiene. Di nuovo: leggendo il libro capirete perché. La lettura dei 92 brevi capitoli che costituiscono il romanzo è, nel complesso, piuttosto faticosa anche perché, nell’alternanza tra un capitolo e l’altro, l’autrice si diverte a viaggiare nel tempo tra il 2017 e il 1987, e poi ancora tra il 2018 e il 1994 e così via, rendendo il testo difficile da seguire. Una lettura molto impegnativa, quindi, sotto tutti i punti di vista.

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